Pensione reversibilità: se inizi a lavorare devi restituire le somme ricevute?

In determinati casi la pensione di reversibilità spetta anche ai figli del defunto e non soltanto al coniuge, ma si dovrebbe restituirla?

La pensione di reversibilità è spesso uno strumento di sostentamento importantissimo per le famiglie che potevano contare soltanto sul reddito del defunto. In genere viene assegnata al coniuge ma, qualora anche il coniuge dovesse essere defunto, la pensione di reversibilità viene assegnata anche ai figli, a patto però che rientrino in determinate casistiche.

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A chi spetta la pensione di reversibilità? – (Notiziapolitica,it)

Innanzitutto, per ricevere la pensione di reversibilità il figlio deve essere stato a carico del genitore fino al momento della morte di quest’ultimo. Soddisfatto questo requisito, hanno diritto a ricevere la pensione di reversibilità i figli minorenni, in virtù del fatto che non hanno l’età legale per lavorare e quindi badare autonomamente alle proprie necessità economiche. In secondo luogo, la pensione di reversibilità spetta ai figli invalidi o completamente inabili al lavoro, a prescindere che siano maggiorenni o minorenni.

Infine, la pensione di reversibilità spetta ai figli maggiorenni che stanno terminando il percorso di studi e che hanno meno di 26 anni. In ogni caso però va puntualizzato che la pensione di reversibilità viene considerata come un sostegno al reddito. Questo significa, ad esempio, che un figlio maggiorenne, sano e quindi abile al lavoro, potrebbe perdere il diritto alla pensione di reversibilità se dovesse trovare lavoro.

Se si trova lavoro bisogna restituire la pensione di reversibilità?

In linea general se si trova un lavoro stabile e ben remunerato si perde il diritto a percepire la pensione di reversibilità. Questo però non significa che si debbano restituire le rate percepite fino a quel momento. Semplicemente, dal momento in cui il reddito diventerà stabile la pensione verrà sospesa per tutto il resto dell’anno solare.

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Pensione, le ultime novità- (Notiziapolitica,it)

Questo implica che se un figlio studente minore di 26 anni ha trovato un lavoretto par time, che quindi non gli consente di essere autonomo dal punto di vista economico, continuerà a percepire la pensione di reversibilità. L’importante, dice la legge, è non superare il reddito annuo di 8,872 Euro l’anno, corrispondente al trattamento minimo INPS annuo.

Infine, la pensione di reversibilità può essere revocata ma anche nuovamente erogata se, dopo aver trovato un lavoro che assicura uno stipendio annuo maggiore di 8,872 Euro, il figlio in questione dovesse perderlo. In quel caso, fatte le dovute comunicazioni all’INPS, si tornerebbe a percepire la pensione di reversibilità fino, ovviamente, al compimento dei 26 anni.

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