Naspi, si può prendere tutta la cifra spettante in un’unica soluzione? Solo in questi casi e come richiederla

Pochi sanno che non esiste un’unica modalità di percepire l’indennità di licenziamento, ma è possibile fare richiesta.

Come accade quando il Paese è in procinto delle feste natalizie e del ponte di fine anno, non è soltanto la società civile ad organizzarsi tra ferie di Natale, piccole pause lavorative, e quando è possibile, una moderata assenza da meritato viaggio; ci si trova altresì nel “ciclone” organizzativo delle istituzioni statali, o meglio, delle iniziative ineludibili del governo per preparare l’economia e le attività della nazione ad un nuovo anno, ad un nuovo banco di prova.

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Come richiedere la Naspi- (Notiziapolitica.it)

E quella del 2024 sarà l’ennesima sperimentazione economica, dal momento che i prossimi mesi si sobbarcheranno l’eredità dell’anno in chiusura, ovverosia le criticità economico-finanziaria e, ovviamente, il deficitario fronte diplomatico dei conflitti: altro focolare in grado di carbonizzare i dolorosi, piccoli passi della ripresa del Pil. Lo stallo maggiore resta quello dei redditi medi, via via aggravato dal nuovo, possibile rischio di una risalita dell’inflazione, dopo il graduale dimezzamento rispetto al tasso peggiore del 2023.

Naspi, si può ricevere tutta la cifra se si aderisce a questo impegno

Non è soltanto una questione di ricchezza nazionale; in ballo vi sono i tradizionali numeri fuoriusciti dagli accurati sondaggi sugli indici occupazionali. Le preoccupazioni maggiori, oggigiorno, per i governi riguardano l’approccio con una tecnologia sempre più pervasiva nel mondo del lavoro; in altre parole, all’orizzonte vi è la sfida con l’intelligenza artificiale: sfida od opportunità?

Con un processo rivelatosi più rapido del previsto, sono rapidamente introdotte alcune componenti tecniche avanzate in vari settori produttivi, e come previsto dalle teorie distopiche, l’algoritmo prende il posto delle competenze umane.

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Naspi, il licenziato può ricevere un unico assegno- (Notiziapolitica.it)

Pertanto, le crisi globali legate a guerre e crolli finanziari sono soltanto una parte di un cambiamento radicale di paradigma, dove all’occorrenza, bisognerà ragionare secondo una logica del tutto inedita; e la prossima rivoluzione industriale seguirà dinamiche di sviluppo sconosciute alla Storia.

Nel frattempo, la Legge di Bilancio 2024, anticipata dall’anteprima della Nadef, pubblicata a fine settembre, getta nel piatto misure conservative di tenuta sociale, come la riproposizione di vecchie detrazioni alle famiglie, quanto un generalizzato aumento di tasse e imposte.

Naspi, chi può riceverla in un’unica soluzione e a quale scopo

Inevitabilmente, si sono già scontrate col potere d’acquisto in diminuzione, col rincaro della vita, il popolo dei redditi estremamente bassi, o persone che hanno perso il lavoro e fanno grossa difficoltà a reinserirsi professionalmente. A volte, la stessa Naspi, l’indennità da licenziamento nel settore dipendente, è vista come un semplice, quanto provvisorio, assegno sociale. In parte lo è, non c’è dubbio, ma pochi sanno che al suo interno può celarsi un’opportunità.

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Naspi, il licenziato può ricevere un unico assegno (Notiziapolitica.it)

Generalmente, la durata minima della Naspi, richiedibile già dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, è pari a 6 mesi. L’assegno è stimato al 75% del reddito degli ultimi quattro anni di busta paga e, dopo 6 mesi, l’indennità cala del 3%, di mese in mese.

La durata massima è invece di 24 mesi; essa è stabilita dal contratto nazionale di categoria. In realtà, l’indennità Naspi può essere richiesta anche in un’unica soluzione. Tutto il percepibile in un unico assegno. L’intero anticipo può riceverlo chi manifesta l’intenzione di diventare un lavoratore autonomo.

Occorre avviare l’attività autonoma e inoltrare la richiesta della domanda iniziale della Naspi entro i 30 giorni successivi all’invio; si procede all’inoltro della domanda di anticipo entro 30 giorni dall’invio della domanda iniziale. La data di apertura dell’attività può intendersi: come libero professionista, la data di apertura della partita iva; come impresa individuale, la data di iscrizione al Registro Imprese.

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