Assegno di inclusione, nuovo stop: cosa bisogna assolutamente sapere

Il nuovo reddito di cittadinanza non partirà da gennaio; cosa sta succedendo? E cosa c’è da sapere sul passaggio dalla vecchia alla nuova misura.

La nuova misura che andrà a sostituire il reddito di cittadinanza si chiamerà assegno di inclusione, ma la data della sua partenza è ancora incerta, destando la preoccupazione di molti italiani, che vedendo avvicinarsi la data di addio alla vecchia misura, si chiedono quando riceveranno il nuovo incentivo, preoccupati di dover rimanere senza per non si sa quanto tempo.

Assegno di inclusione
Si allungano i tempi per il passaggio dal reddito di cittadinanza all’assegno d’inclusione – (Notiziapolitica.it)

Infatti, secondo le previsioni, per il passaggio da una misura all’altra, ci vorrà almeno un mese e il timore è che l’assegno possa slittare anche fino a marzo, lasciando due mesi senza pagamenti le famiglie che finora hanno potuto contare su questo sostegno. Bisogna comunque tenere presente che non è detto che chi abbia beneficiato del reddito fino ad ora possa beneficiare anche dell’assegno di inclusione, perché cambiano alcuni requisiti.

Quando verrà pagato l’assegno d’inclusione e chi potrà accedervi?

Le parole del commissario straordinario dell’Inps, in un momento di tensione e preoccupazione così alta non hanno di certo fatto tirare un sospiro di sollievo, infatti Micaela Galera, ha confermato che per espletare la procedura di passaggio ci vuole almeno un mese e dal momento che la domanda è attiva fino al primo gennaio 2024 e considerando slittamenti vari, la paura è che gli italiani non vedranno l’assegno fino a marzo 2024. Infatti, nonostante l’assegno di inclusione entrerà in vigore dal primo gennaio 2024, ciò non significa che anche l’erogazione dell’assegno coincidi con questa data, e infatti, dati i tempi tecnici, così non sarà.

Assegno di inclusione
Nuovo stop per l’erogazione dell’assegno di inclusione – (Notiziapolitica.it)

Infatti, la procedura per presentare domanda è online fino al primo gennaio, ma per presentare domande è necessario presentare l’Isee rilasciato da un Caf e considerando le lunghe tempistiche e i rallentamenti che l’INPS subirà per le molte domande, i tempi si dilateranno, lasciando quasi per due mesi (se non di più) gli italiani senza questo fondamentale sostegno su cui hanno potuto contare per 3 anni.

Discorso a parte va fatto sui requisiti per accedervi perché sono esclusi dalla misura i nuclei familiari con componenti maggiorenni occupabili e i nuclei con un reddito familiare non pari a zero. Questo perché i maggiorenni, con l’introduzione della nuova misura, sono esclusi dal calcolo del parametro di scala di equivalenza e di conseguenza ci sarà un abbassamento della soglia reddituale per ottenere l’assegno.

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