Partita Iva: puoi già sapere quanto avrai di pensione e le variazioni dell’ultim’ora

Per i professionisti titolari di Partita Iva esistono ben poche certezze, lavorativamente parlando. Ma c’è la possibilità di calcolare l’età e l’importo della loro pensione. Ecco come.

Quando un anno volge al termine e ne inizia uno nuovo, è sempre tempo di bilanci, programmi, buoni propositi. Per chi lavora ormai da qualche decennio, sicuramente tra i pensieri più ricorrenti c’è il miraggio della pensione. Vale soprattutto per i professionisti titolari di Partita Iva: costoro sono per definizione a corto di certezze, oggi più che mai. Una cosa è certa: raggiunta l’età pensionabile stabilita dalla Legge e i contributi minimi versati, possono andare in pensione. Il punto è “quando” e “quanto”.

Partita iva regole e ammontare della pensione variazioni ultima ora
L’importo dell’assegno dipende dagli anni di contribuzione, dalla cassa di appartenenza e dall’ammontare dei contributi versati- (Notiziapolitica.it)

Come noto, il “mondo” delle pensioni è fatto di regole molto articolate, calcoli complessi, eccezioni, deroghe e clausole infinite. Partiamo dalla normativa di base: ad oggi, i titolari di Partita Iva possono andare in pensione a 67 anni e con almeno 20 di contributi, o in pensione anticipata (prevista per gli iscritti alla Gestione Separata Inps) con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

L’importo dell’assegno, però, dipende dagli anni di contribuzione, dalla cassa di appartenenza e dall’ammontare dei contributi versati. In linea di massima, una Partita Iva riceverà una pensione più bassa di circa il 40% rispetto all’ultimo stipendio percepito. Ma vediamo nel dettaglio il criterio di calcolo.

La pensione della partita Iva dalla A alla Z

Per calcolare l’importo della pensione lorda annua bisogna moltiplicare i seguenti dati: montante contributivo (somma dei contributi versati negli anni), il tasso annuo di capitalizzazione (valore determinato dall’Istat in relazione alla variazione dei Pil su 5 anni), coefficiente di trasformazione (un’aliquota stabilita per legge dal Ministero del Lavoro e aggiornata ogni tre anni in base all’adeguamento all’aspettativa di vita). Il risultato ottenuto dalla moltiplicazione va poi diviso per 13 mensilità.

Pensioni
Complice l’invecchiamento della popolazione e altri fattori socio-economici, le pensioni future saranno sempre meno “ricche” e insufficienti a garantire un tenore di vita adeguato alle aspettative- (Notiziapolitica.it)

Ciò detto, la modalità di calcolo della pensione varia in però in base all’età contributiva maturata al 31 dicembre 1995. Se il lavoratore a quella data ha almeno 18 anni di contributi, il criterio usato è “retributivo” fino al 31 dicembre 2011 e “contributivo” dopo il 1° gennaio 2012; se invece alla stessa data ha meno di 18 anni di contributi, il criterio è “retributivo” fino al 31 dicembre 1995 e “contributivo” a partire dal 1° gennaio 1996. Per gli iscritti dall’1 gennaio 1996, si applica solo il criterio contributivo.

Diciamo subito che non è possibile stabilire con matematica precisione quanto prenderà di pensione un titolare di Partita Iva, perché le variabili necessarie per calcolare l’importo esatto sono tante e variano di anno in anno. Di sicuro, complice l’invecchiamento della popolazione e altri fattori socio-economici, le pensioni future saranno sempre meno “ricche” e insufficienti a garantire un tenore di vita adeguato alle aspettative del lavoratore.

Proprio per questo i liberi professionisti e gli imprenditori farebbero bene a valutare l’adesione a un fondo pensione integrativa che possa garantire un rendimento che, lo dice il nome stesso, andrà a integrare la pensione percepita dalla Cassa di Previdenza o dall’Inps.

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