State indietro con il pagamento dell’Imu? Ecco come calcolare sanzioni e arretrati

Non si paga l’Imu entro le scadenze previste dalla legge, quali sono le conseguenze e come si può rimediare.

L’Imu (Imposta municipale propria) rappresenta una delle tasse più importanti dell’intero sistema fiscale nazionale. Viene applicata a tutti i beni immobili con l’eccezione delle prime abitazioni, purché non siano accatastate come case abitazioni di lusso e di pregio (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). A pagare sono anche aree fabbricabili e terreni agricoli.

Imu interessi da pagare
Imu, sanzione per pagamento in ritardo – (Notiziapolitica.it)

La tassa è di gestione comunale, sono infatti i Comuni a decidere tariffe e agevolazioni mediante apposite delibere, in un quadro normativo nazionale tuttavia. I proprietari di immobili sono tenuti al pagamento dell’Imu con scadenze che di solito sono fissate in giugno e dicembre di ogni anno. Ma cosa accade in caso di ritardo nel versamento di questa imposta?

Imu cosa succede per il pagamento in ritardo

Versare con ritardo l’Imposta municipale propria comporta delle sanzioni e il versamento di interessi, oltre al capitale originario. Prima si ottempera a quest’obbligo e minori sono le cifre da sborsare per rimediare. Sanare l’Imu è possibile attraverso un procedimento denominato ravvedimento operoso, che altro non che una regolarizzazione spontanea della propria posizione fiscale.

Sanzione ritardo versamento imu
Calcolo ravvedimento operoso Imu – (Notiziapolitica.it)

In questo modo le sanzioni che sono previste per il mancato pagamento sono sensibilmente ridotte. Da ricordare che il calcolo del pagamento Imu si basa sulla rendita catastale rivalutata del bene immobile, moltiplicata per i coefficienti Imu specifici della categoria catastale e con l’applicazione delle aliquote Imu decise dalla delibere comunali.

Pagando in ritardo di deve versare la somma originaria dell’imposta, la sanzione amministrativa e in più gli interessi di mora per il ritardo accumulato (questi aumentano progressivamente con l’aumentare dei giorni di ritardo). Queste sono le di sanzione che si devono versare: lo 0,1% per ogni giorno di ritardo fino al 14esimo; l’1,5% per ritardi tra 15 e 30 giorni; l’1,67% per ritardi tra 31 e 90 giorni; il 3,75% per ritardi fino a un anno; 4,29 entro due anni di ritardo; 5% fino ai cinque anni.

Da evidenziare che il ravvedimento operoso è applicabile fino al momento della notifica di un atto di accertamento fiscale. Per il pagamento in ritardo si compila il modello F24 con la specifica del ravvedimento operoso, indicando le somme dovute, la sanzione amministrativa e gli interessi che si sono accumulati.

Dopo il periodo di applicabilità del ravvedimento operoso le sanzioni possono essere molto elevate tra il 30 e il 120%, con interessi elevati e un debito con il fiscale in crescita. A questo punto non resta che la rateizzazione del debito che è meglio far partire prima dell’arrivo della cartella esattoriale per evitare altre spese.

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