Assegno Unico e gravidanza: attenzione alle nuove regole, soldi extra e problemi

Vi è la possibilità di richiedere l’Assegno Unico mentre ci si trova in gravidanza? E quali sono le regole previste per il 2024? Facciamo chiarezza su una delle agevolazioni più importanti.

L’Assegno Unico ha aiutato e, anche nel 2024, continuerà a sostenere milioni di famiglie italiane desiderose di mettere al mondo o prendersi cura di uno o più figli ma è importante, anno dopo anno, prestare sempre attenzione alle eventuali novità dal punto di vista delle regole e dei meccanismi alla base di questa agevolazione.

Assegno unico, si può richiedere in gravidanza?
Assegno unico, come richiederlo nel 2024- (Notiziapolitica.it)

E tra i quesiti che ci si pone più spesso, uno di essi riguarda la possibilità di richiedere l’assegno unico mentre si è ancora in gravidanza. Vediamo dunque quando ci si deve muovere per effettuare la richiesta e come è strutturata la procedura.

Assegno unico, si può richiedere anche mentre si è in gravidanza o no? Le regole

Anzitutto occorre differenziare la prima richiesta da quella relativa alla nascita del secondo o del terzo (o quarto) figlio. Se infatti nel primo caso occorre presentare una apposita domanda, negli altri è sufficiente presentare una integrazione alla richiesta relativa al primo figlio. Altro elemento di primaria importanza è il fatto che la domanda deve essere presentata sempre in seguito alla nascita del figlio e non quando si è ancora in dolce attesa anche se l’assegno unico verrà poi erogato a partire dal settimo mese di gravidanza in poi. Se ad esempio un figlio nasce ad agosto, la domanda per l’Assegno unico si può presentare a settembre e la prima erogazione arriverà ad ottobre e comprenderà anche gli arretrati a partire da giugno.

Assegno unico, arretrati con la prima erogazione
Prima di richiedere l’assegno unico bisogna presentare l’isee- (Notiziapolitica.it)

La richiesta va effettuata sul sito Inps o mediante Caf o patronato previo rilascio dell’attestazione Isee, necessaria per il successivo calcolo dell’importo esatto sulla base della situazione economica del nucleo familiare. Nel caso di figli successivi al primo è la circolare Inps n.143 del dicembre 2022 a chiarire come muoversi: basterà integrare la domanda precedente e il sussidio verrà rinnovato in via automatica. Chiaramente l’Isee andrà contestualmente aggiornato e l’integrazione andrà fatta comunque dopo la nascita del figlio.

L’assegno unico prevede un importo minimo ed uno massimo a seconda del tipo di richiesta: il suo valore varia da 54,05 a 189,20 al mese per ogni figlio minorenne mentre dai 18 ai 21 anni il contributo ha un minimo di 27 e un massimo di 91,9 euro. Proprio dall’Isee, nonché dall’età dei figli, dipenderà l’importo spettante, con la sola eccezione dei figli disabili per i quali non sussiste il requisito dell’età. La misura piena di 189,20 euro è prevista in caso di Isee inferiore a 16.215 euro mentre al di sopra di esso l’assegno andrà riducendosi progressivamente e sopra i 43.240 euro sarà di importo minimo. Lo stesso vale nel caso di figli maggiorenni.

Impostazioni privacy