Assegno Unico potrebbe sparire: la UE mette a rischio le famiglie

A quanto vale l’assegno unico potrebbe sparire a causa dell’Unione Europea che mette a rischio le famiglie italiane.

Molte persone sono preoccupate per la possibilità di veder risparmiare per sempre l’assegno unico. Questa preoccupazione nasce dall’ultimo intervento dell’Unione Europea, che sembra porre sotto la lente d’ingrandimento la conformità sui requisiti di residenza.

Assegno unico potrebbe sparire
Panico per le famiglie italiane – (Notiziapolitica.it)

L’assegno unico e universale per i figli a carico è un contributo economico indirizzato a tutte le famiglie che hanno figli a carico, grazie al compimento del 21º anno di età. Si tratta di un importante contributo economico operativo da diversi anni, sottoposto anche a rivalutazione per effetto dell’aumento del tasso di inflazione.

Con l’ultima Manovra di bilancio il governo ha introdotto delle importanti novità, che hanno portato ad un incremento del valore dell’assegno unico per alcune categorie di famiglia. Ma l’ultimo intervento dell’Unione Europea fa tremare le famiglie italiane.

Con l’assegno unico potrebbe risparmiare: tutta colpa della UE

Lo scorso 15 febbraio la Commissione Europea aveva inviato all’Italia una procedura di infrazione per il mancato rispetto delle normative previste dall’Unione Europea, in merito al coordinamento della sicurezza sociale e alla libera circolazione. In sostanza, la UE sottolineava il problema relativo alla residenza nel territorio italiano necessario per poter accedere all’assegno unico universale per i figli a carico. Questo requisito è stato contestato da Bruxelles.

Unione Europea che mette a rischio le famiglie italiane.
Assegno unico potrebbe sparire- (Notiziapolitica.it)

Attualmente infatti per poter accedere al beneficio economico riconosciuto alle famiglie con figli a carico è necessario essere residenti nel territorio italiano da almeno due anni. In realtà la procedura di infrazione contro l’Italia era stata indetta non solo per l’assegno unico, ma anche per il reddito di cittadinanza. Ma poiché quest’ultima misura dal 31 dicembre 2023 non sarà più operativa, la Commissione Europea ha deciso di procedere solo per l’assegno unico.

Secondo la Commissione Europea l’assegno unico violerebbe i diritti della UE, perché il requisito della residenza rappresenterebbe una discriminazione verso gli altri cittadini dell’Unione Europea. Secondo il regolamento sulla sicurezza sociale UE, le misure assistenziali come l’assegno unico non devono prevedere i requisiti di residenza di questo tipo. Per questo motivo, l’Italia deve adeguare le regole entro gennaio 2024, altrimenti la Commissione potrebbe decidere di deferire il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Il rischio che corre l’Italia, nel caso in cui non dovesse sistemare il tutto entro gennaio 2024, è quello di ricevere sanzioni pesanti. Ad oggi pare improbabile che il governo Meloni riesca a trovare in così poco tempo una soluzione. Resta da capire in che modo il Primo Ministro intende evitare l’arrivo di salatissime multe.

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