Sempre più persone decidono di lasciare il lavoro: quali sono le cause delle grandi dimissioni

Gli esperti hanno coniato la locuzione “grandi dimissioni”: ecco il fenomeno globale che coinvolge sempre più gente.

Nella frenesia del mondo professionale, dove la stabilità lavorativa è spesso considerata un obiettivo ambizioso, emergono storie di coraggio e autenticità. Le dimissioni improvvise, un atto audace che potrebbe sconvolgere la routine lavorativa, stanno diventando sempre più comuni. Cosa si cela dietro questo fenomeno di massa?

Dimettersi dal lavoro
Il fenomeno delle “grandi dimissioni” – (Notiziapolitica.it)

Alcuni analisti lo interpretano come una risposta alle crescenti pressioni e aspettative sul posto di lavoro. I lavoratori, a volte, si trovano a un bivio in cui devono scegliere tra la propria salute mentale e il perseguimento di una carriera apparentemente sicura.

In un mondo del lavoro sempre più centrato sull’equilibrio tra vita professionale e personale, le dimissioni improvvisate possono essere un richiamo potente per riconsiderare la nostra relazione con il lavoro. Chiediamoci: è possibile perseguire la felicità e il successo senza compromettere la nostra salute mentale?

Le ragioni dietro una scelta

Il termine “grandi dimissioni” è stato coniato per indicare la tendenza che vede le/i dipendenti dimettersi volontariamente in massa dai propri posti di lavoro in seguito alla pandemia da Covid-19. I numeri, dal Covid in avanti, sono cresciuti anche del 33%. Esattamente in Italia, dove nel 2021 il fenomeno delle grandi dimissioni nel nostro Paese ha toccato la cifra di quasi 2 milioni di lavoratrici e lavoratori pari a circa l’8% del totale.

Grandi dimissioni, motivazioni
Grandi dimissioni: le ragioni di una scelta – (Notiziapolitica.it)

Le ragioni dietro queste dimissioni sorprendenti possono variare ampiamente. Alcuni individui potrebbero essere spinti dal desiderio di perseguire passioni personali trascurate, mentre altri potrebbero sentirsi soffocati da un ambiente di lavoro tossico. C’è poi lo strumento dello smart working, sconosciuto in Italia, fino all’avvento della pandemia. E oggi sempre più persone vogliono svolgere l’attività a distanza, lontano dagli uffici delle grandi aree urbane dove il costo della vita è troppo alto. Con maggiore flessibilità sugli orari e la possibilità di autogestire la propria quotidianità lavorativa.

In tanti, peraltro, rispondendo alle ricerche svolte in questi anni, hanno dichiarato di aver lasciato il proprio lavoro perché non si sentivano più allineati con la mission e lo spirito della propria azienda. C’è un lato positivo in questa decisione apparentemente radicale: molte persone che hanno scelto di dimettersi all’improvviso riportano un senso di liberazione. Abbandonare un lavoro che non soddisfa appieno può aprirsi a nuove opportunità e prospettive.

Il dato inquietante è che molte dimissioni non sono una scelta, ma una necessità, perché sono infatti legate alla difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare. Ovviamente, tutto ciò riguarda soprattutto le donne. Quindi il fenomeno delle “grandi dimissioni” assume un senso completamente diverso. Per gli uomini rappresenta il passaggio a un’altra azienda per un lavoro più in linea con le proprie necessità, per le donne l’impossibilità di equilibrare vita e lavoro. E tutto ciò, in un periodo in cui si parla molto di patriarcato, deve far riflettere.

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